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Mezzi navali

Le spedizioni italiane si sono servite, in circa 30 anni, di navi di varie bandiere e armatori, associandosi in alcuni casi a spedizioni di altre nazioni, rinunciando al supporto navale in alcuni anni. Dal 1990 il supporto navale è stato per lo più ottenuto dalla nave Italica che stazza 5600 tonnellate ed è lunga 130 metri circa.

In seguito a successive modifiche, la nave, oltre al trasporto di persone e di carico,  è stata adattata per svolgere ricerche oceanografiche. Dispone anche di  una cisterna da 800.000 litri che la rende idonea a rifornire di carburante i serbatoi della Stazione Mario Zucchelli.

Le navi sono il mezzo tradizionale per andare in Antartide e sono tuttora insostituibili per il trasporto di carichi pesanti. Di norma l'Italica parte da Ravenna e raggiunge dopo circa un mese un porto australe (Lyttelton, in Nuova Zelanda; Hobart, in Tasmania). Da qui con una navigazione di 3000 km, in parte tra i ghiacci, che può richiedere una decina di giorni, arriva a Baia Terra Nova.

Il PNRA ha anche utilizzato in 10 spedizioni la nave da ricerca OGS-Explora. La nave - 1400 tonnellate di stazza e 70 metri di lunghezza - è attrezzata per eseguire prospezioni geofisiche in mare mediante sistemi di sismica multicanale, misure di gravità e campo magnetico. Un dispositivo noto come multibeam permette di rilevare la conformazione dei fondali mentre le attrezzature per il campionamento permettono altre attività oceanografiche e biologiche. L’OGS-Explora è l’unica nave italiana di questo tipo che appartenga ad un Ente pubblico, l’OGS di Trieste, e lavora su commessa in ogni mare.