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antartide e la vita

A causa delle peculiari condizioni ambientali (oltre alla bassa temperatura vanno ricordate la scarsa umidità, la natura rocciosa dei suoli, la violenza dei venti e la marcata stagionalità del clima) l'habitat terrestre antartico è uno dei meno popolati e meno differenziati della Terra.

Esso può essere suddiviso in tre zone che si diversificano per varietà e complessità decrescenti degli ecosistemi mentre aumentano la latitudine e la severità delle condizioni climatiche:

  • l'area subantartica, che include le isole tra i 46° e i 55° di latitudine, a nord della Convergenza,

  • l'Antartide marittima, che include la Penisola Antartica e gli arcipelaghi circostanti,

  • l'Antartide continentale, che è costituita da gran parte del continente ed è interamente racchiusa dal circolo polare (66° 33' latitudine sud).

La maggior parte delle specie vegetali si trova sulla costa occidentale della Penisola Antartica, sugli arcipelaghi limitrofi e su alcune isole a nord della Convergenza.

Nell'estrema Penisola Antartica, e solo qui, vivono 2 specie di piante superiori (Fanerogame Angiosperme). Nelle zone deglaciate e costiere sono state finora identificate (i numeri sono soggetti a frequenti aggiornamenti): 300 specie di alghe (terrestri e d'acqua dolce), 200 specie di licheni, 200 specie di muschi, 25 specie di epatiche (classe di briofite simili ai muschi),  28 specie di funghi.

Fauna veramente terrestre, ossia che non dipende dalla presenza del mare, è quella degli invertebrati.

Come per i vegetali, anche tra gli invertebrati si registrano pochissime specie indigene sopravvissute alle glaciazioni del Miocene e del Pliocene (da 20 milioni a 2 milioni di anni fa); la maggior parte invece è immigrata più tardi dagli altri continenti.

Queste le specie classificate nelle zone deglaciate e costiere (numeri soggetti a continui aggiornamenti): 50 specie di acari, 20 specie di collemboli, 2 specie di ditteri, 28 specie di tardigradi, 58 specie di nematodi, numerose specie di protozoi, alcune specie di turbellari, 12 specie di crostacei d'acqua dolce.

I vertebrati che popolano le zone costiere devono essere considerati solo parzialmente terrestri, avendo vita prevalentemente marina. Tra essi: 7 specie di foche, 58 specie di uccelli (per la maggior parte marini-migratori che durante l'inverno si spostano a nord della Convergenza). Tra gli uccelli sono importanti le 8 specie di pinguini che, presenti in numerose colonie stanziali densamente popolate, rappresentano il 90% della biomassa.

Vertebrati che possono essere considerati terrestri sono alcune specie di uccelli che vivono nelle isole subantartiche e si nutrono di semi e altri vegetali, insetti e organismi d'acqua dolce.

Contrariamente all’habitat terrestre, quello marino è altamente popolato e produttivo sia nel comparto pelagico (colonna d’acqua) che in quello bentonico (fondali marini).

Le reti trofiche, ossia le catene alimentari che legano prede e predatori, sono molteplici sia in acqua che nel sedimento e coinvolgono organismi funzionalmente e dimensionalmente diversi. Vi sono sia organismi procarioti che eucarioti (più complessi), autotrofi (ossia capaci di sintetizzare sostanza organica) ed eterotrofi. Quanto alle dimensioni vanno da decimi di micron a qualche centimetro.

Il plancton è quella molteplicità di forme di vita incapaci di un sostanziale movimento proprio e che si sposta quindi con le correnti marine.  Qui dominano i procarioti (Batteri e Archaea), presenti nelle acque sia d’estate che durante i mesi freddi. Il fitoplancton invece, costituito da organismi autotrofi prevalentemente eucarioti, di dimensioni comprese tra 1 e 200 micron, si sviluppa consistentemente nel periodo primaverile/estivo e sostiene lo sviluppo del krill, di cui costituisce la fonte preferenziale di cibo. Con il termine krill si indicano crostacei zooplanctonici, appartenenti all’ordine Euphausiacea, le cui dimensioni variano da meno di uno ad alcuni centimetri. Dal krill dipende la sopravvivenza degli organismi che rappresentano i vertici delle reti alimentari antartiche, come cefalopodi, pesci, pinguini, foche e  balene. Lo sfruttamento del krill da parte dell’uomo come risorsa alimentare deve pertanto consentire il mantenimento della rete trofica antartica.

L’Oceano Australe ospita circa 200 specie di pesci di fondo. Tra le specie di profondità, quelle endemiche sono solo il 25% perché negli strati inferiori dell'oceano la Convergenza non ostacola i movimenti delle masse d'acqua e le condizioni chimico-fisiche sono più omogenee.

Nelle acque costiere, invece, le specie endemiche costituiscono l'85% a causa della barriera ambientale posta dalla Convergenza.