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Ghiaccio e Paleoclima

Il manto glaciale antartico è più antico e più esteso di quelli che troviamo nell'Artide e co­stituisce la maggiore riserva di acqua dolce del mondo. Per la sua dimensione, da circa 15 mi­lioni di anni contribuisce in modo essenziale al bilancio termico della Terra. Poiché il compor­tamento a scala planetaria degli oceani e dell'at­mosfera dipende dalla presenza di zone polari fredde e zone equatoriali calde, si dice qualche volta che l'Antartide costituisce la sorgente fredda del sistema termodinamico globale.

Le foto da satellite danno un'idea suggestiva di quanto 'bianco' offra il nostro pianeta ai rag­gi solari. Per il suo potere riflettente la calotta glaciale respinge nello spazio buona parte dell'energia che le proviene dal Sole, difendendo quindi la stabilità nel tempo della calotta stessa.

I ghiacci antartici non sono tuttavia un aspet­to stabile e permanente nella storia del nostro pianeta. Essi infatti, su scala geologica, hanno subito notevoli variazioni in concomitanza di mutamenti ambientali. Lo studio della storia glaciale antartica è quindi di notevole interesse per la comprensione della storia climatica della Terra.

L'Antartide esercita una profonda influenza soprattutto sul clima dell'emisfero meridionale, ma anche sulla circolazione atmosferica globa­le, sulla temperatura e sulle correnti profonde degli oceani. Interferisce dunque più o meno direttamente con tutti gli ecosistemi marini e terrestri. Nessuno sa ancora  dire con  certezza  se  la  calotta  antartica  sia  attualmente in una fase stabile oppure sia in diminuzione o in crescita: non vi sono ancora stime sufficiente­mente accurate sulle variazioni di volume dei ghiacci antartici.

Si tratta certamente di un aspetto della massima importanza. Sono facili da intuire le conseguenze di un'eventuale fu­sione dei ghiacci: il livello dei mari si innalze­rebbe e le città costiere verrebbero sommerse in caso di scioglimento completo.

Di particolare interesse sono le perforazioni della calotta con estrazione ed analisi di 'caro­te' di ghiaccio perché negli strati alle diverse profondità si ritrovano intrappolati, tra cristal­li di ghiaccio, micro-campioni delle antiche atmosfere terrestri. Attraverso il loro esame è possibile conoscere i cambiamenti della com­posizione atmosferica e le condizioni climati­che del passato. Mediante le perforazioni sono stati finora stu­diati i mutamenti climatici avvenuti nel corso degli ultimi 900 mila anni, evidenziandosi così la stretta interdipendenza tra variazioni di tem­peratura, variazioni della quantità di anidride carbonica e circolazione atmosferica (a sua volta connessa con la circolazione oceanica).

Nei ghiacci sono conservate inoltre polveri di eruzioni vulcaniche vicine e lontane, particelle di origine terrestre ed extraterrestre, meteori­ti, pollini, sostanze inquinanti e le ricadute da esplosioni nucleari (il cosiddetto fallout).

Su che cosa poggia l'immensa calotta glaciale? Su roccia, naturalmente; sulle rocce che costi­tuiscono il vero e proprio continente antartico. Ma vi sono delle aree, scoperte con sondaggi radar  nelle quali, proprio  nello  strato di confine tra ghiaccio e roccia, si è formato un lago; e le acque antichissime di questi laghi, rimasti isolati per milioni di anni, potrebbero anche ospitare forme di vita (microscopica) differen­ti da quelle note.

Il lago Vostok, così chiamato perché situato  sotto l'omonima  base  russa, è stato recentemente campionato. Altri laghi subglaciali sono stati individuati dalle prospe­zioni italiane.