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ITASE
Studio della calotta inesplorata
(A cura di: Massimo Frezzotti)
ITASE (International Trans-Antarctic Scientific Expedition) si prefigge di studiare la distribuzione spaziale e l'evoluzione negli ultimi 200 anni (1.000 quando possibile) di parametri collegati al sistema atmosfera/aria e rilevabili nella neve e nel ghiaccio, permettendo di acquisire dati per la valutazione dei cambiamenti climatico-ambientali recenti. Sono oggetto di valutazioni l’accumulo della neve, la temperatura e la circolazione atmosferiche, senza trascurare gli eventi di eruzioni vulcaniche. Il Programma, promosso dallo SCAR e dall’IGBP (International Geosphere Biosphere Programme) comporta azioni coordinate tra ricercatori dei Paesi più attivi in Antartide con l’esecuzione di "traverse" scientifiche.
Al programma di traverse nazionali o multinazionali hanno partecipato 19 nazioni (Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, India, Italia, Norvegia, Olanda, Regno Unito, Russia, Svezia, Sud Corea, USA).
Tali informazioni, ottenute attraverso l’esecuzione di perforazioni, rilevamenti geofisici, morfologici e termometrici lungo delle traverse, sono essenziali per l'interpretazione dei dati ottenuti dalle perforazioni profonde, per l'interpretazione dei dati telerilevati e per la valutazione dell’influenza della Calotta Antartica sulle variazioni del livello del mare come conseguenza del riscaldamento climatico in corso.
Le attività scientifiche si svolgono lungo transetti che congiungono le Basi costiere con i siti più remoti dell'interno del continente, sede anche delle perforazioni profonde (EPICA Dome C e Dronning Maud Land, Vostok, Dome Fuji, ecc.). La carovana italiana formata da 4 veicoli cingolati che trainano 5 moduli montati su slitte (modulo abitazione, modulo generazione ed officina, modulo perforazione, modulo magazzino) e 3 cisterne di carburante, costituisce, per alcuni mesi, un laboratorio mobile di ricerca a tutti gli effetti.
Il Progetto ITASE ha raccolto finora più di 20.000 km di stratigrafie della superficie nevosa (snow radar), ha perforato più di 240 carote di neve e ghiaccio (per un totale di oltre 7.000 m), ha esplorato parte delle aree più remote dell'interno raggiungendo la culminazione della calotta Orientale a più di 4.000 m di quota, ha raccolta campioni di atmosfera fino a quote superiori a 20.000 m. L’Italia ha contribuito in maniera significativa (circa 40%) al progetto, sia in termini di organizzazione che di ricerca scientifica, esplorando in collaborazione con il gruppo di ricerche francese l'area di drenaggio di Dome C.
Il PNRA ha iniziato le sue attività di ricerca nell'ambito del Progetto ITASE durante la IX Spedizione (1993-94). In quella occasione, venne esplorata la possibilità di accedere con mezzi cingolati alla calotta antartica dalla Stazione Mario Zucchelli, percorrendo circa 270 km in un'area estremamente pericolosa a causa dei crepacci. Nella XII Spedizione (1996-97) sono stati esplorati circa 600 km di calotta raggiungendo la culminazione di Talos Dome, dove è stata effettuata una prima perforazione di 90 m in neve e ghiaccio.
Nella XIII e XIV Spedizione (1997-98-99) è stata esplorata la calotta est-antartica fino alla culminazione di Dome C, percorrendo circa 1.300 km. Nella XVII Spedizione (2001-02) sono state esplorate le Terre di Adelie, Oates e Vittoria. Queste ricerche hanno inoltre permesso di studiare in dettaglio il sito di Talos Dome per la perforazione internazionale TALDICE (Talos Dome Ice Core Project) iniziata durante la XX Spedizione (2004-05). TALDICE permetterà di ricostruire la storia climatico-ambientale degli ultimi 120.000 anno tramite una perforazione in ghiaccio di più di 1.500 m.